Cavoli a pranzo

Non esattamente cavoli, per la verità, ma cavolfiore.

Se mi vedesse mia madre mangiare cavolfiore, resterebbe incredula come a vedere un marziano. Comunque ho fatto così: Dopo aver ridotto a tocchetti un cavolfiore, ho fatto dorare dell’aglio in padella e vi ho aggiunto i pezzetti di cavolfiore, e dopo un paio di minuti ho aggiunto dell’acqua. Lo scopo è stato quello di evitare di fare un fritto, ma non volevo nemmeno un bollito. Per la sapidità ho usato il concentrato granulare per brodo, al posto del sale.

A parte ho messo in poco olio due spicchi d’aglio triturati, quattro filetti di aggiuga e un pizzico di peperoncino. Ho usato un pentolino piccolo che ho messo su un fuoco bassissimo, quasi evanescente, chiuso con un coperchio. Quando i pezzetti di aglio si sono dorati li ho tolti, dopo aver spento il fuoco. Per la verità il cuoco della TV ce lo lascia, l’aglio, ma io ho ritenuto che il sapore fosse rimasto, e che i miei succhi gastrici non fossero all’altezza.

A questo punto ho diviso a metà il cavolfiore. La prima metà l’ho destinata a contorno; si può anche scaldarlo in padella successivamente. L’altra metà l’ho sminuzzata e rimessa in padella, vi ho aggiunto le acciughe insaporite piccantine, e una bella cucchiaiata di ricotta fresca. Giù la pasta scolata al dente, una bella mescolata su fiamma viva e infine l’impiattamento. Per chi lo vuole (io no), una spolverata di parmigiano.

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