Minestrone

E’ una ricetta ‘non-ricetta’, perchè non credo che ci siano due persone in Italia che preparino il minestrone nello stesso modo. Se poi consideriamo la stagionalità degli ingredienti e la possibile funzione di svuotafrigo,  ecco che la stessa persona non prepara mai il minestrone nello stesso modo. Quello che propongo, quindi è un semplice confronto con la mia metodologia; il lettore, se vorrà, potrà prendere spunto da qualcuno dei miei accorgimenti.

Quando ho tempo e voglia compro una sacchettata di verdure fresche: zucchini, cavolo nero o bietole, patate, sedano, cipolle, carote, fagiolini e ortaggi di stagione (carciofi col gambo, broccoli, ecc).

Ma non sempre mi va’ di sbattermi a lavare e tagliare tutte le verdure; in questi casi inizio da una confezione di verdure surgelate per minestrone. La quale, tuttavia, và integrata. Il giorno prima, infatti metto a bagno un paio di etti tra fagioli e ceci secchi. Sul momento, poi, sbuccio, lavo e taglio a dadini tre patate e una cipolla. Usando invece solo verdure fresche, la differenza si sente.

Ora è il momento di stufare una grossa cipolla con quattro spicchi di aglio tagliuzzati in abbondante olio EVO. Quando la cipolla è pronta, tolgo l’aglio, alzo la fiamma e butto le verdure, i fagioli/ceci ben risciacquati, le patate e la cipolla tagliata a pezzetti. (quindi una cipolla per stufarla e una come una qualunque verdura) Due o tre minuti a fiamma viva rimestando di continuo. Sfumata con un bicchiere di vino bianco. Un altro minuto, sempre a fiamma alta e rimestando, durante il quale aggiungo una spolverata di pepe e un po’ di erbe aromatiche. (L’ultima volta ho messo del timo in polvere, dell’origano e della paprika dolce). Finalmente aggiungo tanta acqua affinchè le verdure galleggino, e abbasso a metà fiamma. Attendendo che riprenda il bollore, ci metto un bel misurino di estratto di carne granulare (o dado, fate voi). Quando il minestrone prende a bollire, abbasso la fiamma, copro e lascio cuocere per un’ora almeno, ricordandomi di rimestarlo ogni tanto. Dopo questa prima cottura, assaggio per aggiustare di sale (o dado) e a seconda dell’ispirazione continuo la cottura o mi fermo. Il mio metodo di cottura consiste nel mantenere sul fuoco la minestra abbastanza morbida, altrimenti c’è il rischio che si attacchi al fondo della pentola, ma di lasciarla poi addensare a fine cottura, perchè mi piace che il cucchiaio resti in piedi quando lo conficco dentro.

Per meglio ottenere lo scopo della densità, tengo il minestrone in cottura normale col sottoscritto che, impugnato il mestolo, non smette un attimo, e per trenta minuti, di girare e rigirare il tutto. Purché vi sia una buona quantità di fagioli nella ricetta. Il continuo rimestare provoca un progressivo sfaldamento dei fagioli, a favore di una maggiore cremosità del risultato finale.

Ah, dimenticavo l’ultimo particolare: tutto questo lavoro lo faccio il giorno prima, perchè il massimo per me è… la minestra riscaldata.

 

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